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Rapporto Unicef sul benessere dei bambini nei paesi ricchi. Italia solo al 22° posto – Il discorso del Presidente del Senato Pietro Grasso

Rapporto Unicef sul benessere dei bambini nei paesi ricchi. Italia solo al 22° posto – Il discorso del Presidente del Senato Pietro Grasso

La classifica su 29 paesi comprende benessere materiale, salute e sicurezza, istruzione, casa e ambiente. Per la salute siamo al 17° posto ma siamo ultimi per minori che svolgono ogni giorno esercizio fisico (meno di 1 su 10) e terzultimi per l’istruzione. Grave anche il fenomeno povertà. [Il rapporto è scaricabile nella sezione Documenti/Ricerche/Articoli >>] L’Italia occupa soltanto la 22esima posizione su ventinove nella classifica elaborata dall’Unicef che valuta il benessere dei bambini. Nello specifico, l’Italia è al 23° posto nell’area del benessere materiale, al 17° posto nella salute e sicurezza, al 25° posto nell’istruzione; al 21° posto per quanto riguarda le condizioni abitative e ambientali. In Italia il 17% dei bambini – pari a circa 1.750.000 minorenni – vive sotto la soglia di povertà. L’Italia ha anche il più alto tasso “NEET” (Not in Education, Employment or Training) di tutti i Paesi industrializzati, dopo la Spagna, con l’11% dei giovani che non sono iscritti a scuola, non lavorano e non frequentano corsi di formazione. Da registrare anche il record negativo per quanto riguarda la percentuale di minori che svolgono quotidianamente esercizio fisico (meno di 1 su 10). L’Italia è al quart’ultimo posto per le gravidanze in età adolescenziale, essendosi ridotto il tasso di fertilità tra le adolescenti di un terzo nel corso degli anni 2000. I giovanissimi italiani risultano sobri nel bere (4° tasso più basso nell’abuso di alcolici), ma fumano molto (22° posto per il tasso di fumo tra gli adolescenti). Lo studio ha analizzato i cambiamenti registrati nelle condizioni dei bambini nel decennio 2000-2010 sulla base di cinque parametri: benessere materiale, salute e sicurezza, istruzione, comportamenti e rischi; condizioni abitative e ambientali. I Paesi Bassi mantengono la posizione di leader e sono l’unico Paese classificato tra i primi cinque in tutte le aree del benessere, seguito da Norvegia, Islanda, Finlandia e Svezia. Al 29esimo e ultimo posto si piazza la Romania. Gli Stati Uniti si collocano al 26° posto, perchè figurano negli ultimi tre posti in tutte e cinque le categorie considerate. Il Paese che registra i maggiori progressi è il Regno Unito, passato dal 21esimo posto nel 2007 al 16esimo. Fonte: quotidianosanità.it Qui di seguito l’intervento del Presidente del Senato Pietro Grasso durante la presentazione del Rapporto presso la Sede Unicef, Auditorium “Aldo Farina”. “Autorità, 
Signore e Signori, 

è un grande piacere essere qui oggi, in occasione della presentazione dell’undicesima edizione del Rapporto UNICEF sul “Benessere dei bambini e degli adolescenti nei paesi ricchi”. 
Il rapporto illustra una comparazione fra 29 paesi a economia avanzata e tiene in considerazione cinque dimensioni della vita infantile: benessere materiale; salute e sicurezza; istruzione; comportamenti e rischi; condizioni abitative e ambiente. Esamina anche ciò che pensano i bambini e gli adolescenti del proprio benessere, includendo una graduatoria della loro soddisfazione rispetto alle proprie condizioni di vita. Ed infine analizza i cambiamenti registrati durante la prima decade del 2000, valutando i progressi di ciascun paese.
 Questa panoramica ci fornisce degli spunti interessanti di riflessione e rappresenta un volano per sollecitare il dibattito e l’attuazione di politiche nazionali per migliorare la vita dei minori. Ritengo che monitorare la povertà e le privazioni materiali dei bambini e degli adolescenti nei paesi cosiddetti ricchi sia fondamentale non solo per avviare politiche efficaci, ma anche per suscitare una maggiore responsabilità sociale e per un utilizzo più mirato delle risorse. Nel rapporto appena presentato, i dati che riguardano il nostro paese sono davvero preoccupanti. L’Italia occupa il 22° posto su 29 Paesi: alle spalle di Spagna, Ungheria e Polonia, ma prima di Estonia, Slovacchia e Grecia. Insieme agli altri Paesi dell’Europa meridionale – Portogallo, Grecia e Spagna – l’Italia si trova nella terza fascia più bassa della classifica sulla povertà infantile relativa, con il 17% dei bambini sotto la soglia di povertà e il più alto tasso di tutti i Paesi industrializzati, dopo la Spagna, con l’11%, dei giovani che non sono iscritti a scuola, non lavorano e non frequentano corsi di formazione. Come evidenziato da questi dati, oggi non si può più parlare di “disagio sociale” ma di una vera e propria “questione sociale” da porre al centro dell’attenzione e dell’azione pubblica. La politica non può affermare il suo ruolo se le manca il sentimento di partecipazione e quella capacità di condivisione umana e morale verso situazioni gravi di persone e di famiglie. La questione dell’infanzia e dell’adolescenza va messa al centro dell’azione politica se vogliamo che l’Italia possa avere un futuro.
Sicuramente le cause di questa drammatica situazione sono da ricercare nella crisi economica che da qualche anno sta interessando tutto il mondo. La disoccupazione, la precarietà del lavoro, i bassi salari, l’inadeguata istruzione, l’insufficiente aiuto alle madri e ai bambini, la mancanza di una casa, la discriminazione razziale, l’assenza di una prospettiva a lungo termine sono tutte condizioni che contribuiscono a minare le condizioni di salute e di sviluppo di un bambino.
 Ma non solo. Siamo di fronte ad un impoverimento morale, dove le parole giustizia, cultura e tutela dei diritti fondamentali sembrano essere scomparsi dal vocabolario e dal tessuto sociale.
 Come emerge nel rapporto, negli ultimi 50 anni, nonostante in gran parte dei paesi monitorati il reddito nazionale sia raddoppiato e in alcuni casi triplicato, una percentuale significativa dei bambini continua a vivere in famiglie in condizioni di povertà tali da mettere a rischio la loro salute e il loro sano sviluppo. Questo significa che il reddito delle famiglie non può essere l’unica misura per rappresentare il benessere dei bambini nei paesi cosiddetti ricchi, ma è necessario affiancare ai convenzionali indicatori della crescita economica come il PIL, statistiche più direttamente correlate alla vita delle persone, allo sviluppo umano, in termini di istruzione, salute, democrazia, equità sociale, tessuto relazionale. Le conseguenze di una mancata protezione e promozione del benessere infantile sono pesantissime e si ripercuotono nelle fasi successive della vita di un bambino. Tali ripercussioni possono andare dalla compromissione di un corretto sviluppo cognitivo a risultati scolastici scarsi; da aspettative e competenze ridotte a bassi livelli di produttività e reddito; da alti tassi di disoccupazione a una maggior dipendenza dallo stato sociale; dalla diffusione di comportamenti antisociali al coinvolgimento in attività criminali – e i fatti di cronaca di questi giorni non fanno che confermare questo dato – alla maggiore probabilità di abuso di stupefacenti e alcool.
 Oggi è più che mai urgente approvare misure contro la povertà infantile e le disuguaglianze. Bisogna sostenere politiche per i genitori che facilitino il loro ingresso nel lavoro; l’accesso garantito a servizi di qualità a prezzi accessibili; investire in istruzione ed educazione per dare a tutti uguali opportunità; politiche edilizie e urbanistiche a dimensione di bambino. Recentemente anche la Commissione Europea ha diramato una raccomandazione ufficiale dal titolo “Investire nei bambini: rompere il circolo vizioso di svantaggio” con la quale, con inequivocabile chiarezza, gli stati membri vengono sollecitati a mettere al centro dell’agenda il tema dell’infanzia e degli investimenti necessari per combattere la povertà dei bambini. Da Bruxelles arriva un messaggio chiaro a tutti i governi. Nella raccomandazione adottata il 20 febbraio scorso, infatti, si richiede ai paesi membri di sviluppare strategie integrate contro la povertà infantile. È indispensabile quindi una inversione di rotta. La spesa pubblica, soprattutto quella destinata ai minori, non è un costo ma piuttosto un investimento fondamentale che ‘paga’ sia in termini di tutela di diritti che in un’ottica di razionalizzazione e risparmio per il futuro.
 Dobbiamo cogliere l’urgenza delle criticità sollevate dal rapporto dell’UNICEF e adoperarci per risolverle. Per questo occorre una mobilitazione sociale e culturale, che aiuti a vedere i bambini come cittadini e individui dotati di diritti propri, non semplici appendici della propria famiglia, di cui seguono inevitabilmente il destino.
 La legislazione vigente a tutela dei più piccoli, sia a livello nazionale sia internazionale, è senza dubbio un’esemplare conquista sociale e civile in materia di diritti umani. I progressi raggiunti sono straordinari ma ancora c’è tanto da fare, in particolare dove persistono situazioni di degrado e sottosviluppo che impediscono condizioni di vita rispettose dei diritti: assicurare ai bambini i loro sacrosanti diritti, accompagnare la loro crescita, garantire loro ogni protezione da abusi e pericoli costituiscono doveri inderogabili di un Paese civile e democratico. 
La cultura della tutela dei bambini si fonda, certo, sulla garanzia della loro sicurezza e dignità, ma si sostanzia anche attraverso la costruzione di basi e di strumenti per la realizzazione di un avvenire migliore. I nostri figli ci costringono a tornare a guardare all’orizzonte e hanno il diritto di ricevere la capacità di desiderare, la speranza e la fiducia nell’avvenire.
 Considero questi obblighi morali e materiali un imperativo categorico, e mi impegno a contribuire in tutti i modi possibili al futuro dei bambini e dei ragazzi e al futuro del mondo. Bisogna poter guardare in viso i nostri figli, e i figli dei nostri figli, senza mai avere la sensazione di doverci rimproverare qualcosa. Grazie.” Ecco alcuni servizi televisivi realizzati nell’occasione: VIDEO 1 dal Tg3Web Mosaico le parole del presidente del Senato Pietro Grasso che è voluto intervenire alla presentazione del rapporto dell’Unicef sul benessere dei bambini nei Paesi ricchi. VIDEO 2 dal Tg3Web Mosaico intervista a Giacomo Guerrera, presidente Unicef VIDEO 3 dal Tg3Web Mosaico la parola a Linda Laura Sabbatini, Direttore Dipartimento per le statistiche sociali e ambientale Istat VIDEO 4 dal Tg Gulp un servizio sulla presentazione del Rapporto UNICEF [Il rapporto è scaricabile nella sezione Documenti/Ricerche/Articoli >>]

E’ consultabile il documento del Monitoraggio sul terzo Piano d’azione per l’infanzia

E’ consultabile il documento del Monitoraggio sul terzo Piano d’azione per l’infanzia

Il Rapporto di sintesi sugli esiti del monitoraggio del terzo Piano nazionale per l’infanzia, appena uscito, raccoglie i risultati dell’ampio lavoro di ricognizione sul Piano realizzato dall’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza con il supporto del Centro nazionale. Importante novità di questa edizione è il fatto che l’attività di monitoraggio ha coinvolto l’intero Osservatorio. [Il documento è disponibile nella sezione Documenti/Ricerche/Articoli >>] Il terzo Piano biennale nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva, approvato il 21 gennaio 2011 con decreto del Presidente della Repubblica, ha individuato quattro direttrici di intervento, sulle quali sono state elaborate proposte di azioni coordinate: consolidare la rete integrata dei servizi e il contrasto all’esclusione sociale; rafforzare la tutela dei diritti; favorire la partecipazione per la costruzione di un patto intergenerazionale e, infine, promuovere l’interculturalità. Per eseguire il monitoraggio l’Osservatorio si è riunito in tre gruppi di lavoro, che hanno operato in coordinamento con il Centro nazionale. La ricognizione delle informazioni e dei dati si è basata sull’uso di questionari – rivolti alle amministrazioni centrali, alle regioni e ai garanti per l’infanzia e tutori regionali – e su altre fonti: per il monitoraggio delle attività degli enti locali, ad esempio, è stata utilizzata anche la banca dati dei progetti realizzati dalle città riservatarie con i fondi della legge 28 agosto 1997 n. 285, mentre per alcune azioni riguardanti il tema dell’affido familiare e dell’inserimento di minori in comunità di accoglienza la verifica ha tenuto conto anche dei risultati di indagini quantitative e qualitative promosse dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali nel quadro delle attività di monitoraggio sullo stato di attuazione della legge 28 marzo 2001 n. 149. La ricognizione delle azioni del Piano è stata arricchita, oltre che dalle relazioni dei componenti dei vari gruppi, dalle audizioni di esperti, da momenti di lavoro congiunto tra i gruppi e dal dibattito che si è sviluppato nel corso degli incontri. Il rapporto, curato dall’Osservatorio insieme al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, al Dipartimento per le politiche per la famiglia e al Centro nazionale, è suddiviso in due parti. La prima riporta, dopo l’introduzione, una breve analisi delle condizioni dell’infanzia e dell’adolescenza con particolare attenzione alle problematiche al centro delle direttrici tematiche del Piano e gli esiti generali del monitoraggio. La seconda, invece, contiene la sintesi dettagliata degli esiti del lavoro svolto dall’Osservatorio con il supporto del Centro nazionale. Fonte: Minori.it

Circomondo sostiene Giovanni Savino e Il Tappeto di Iqbal

Circomondo sostiene Giovanni Savino e Il Tappeto di Iqbal

Dal 23 Febbraio 2012 la cooperativa sociale onlus Il Tappeto di Iqbal ha ottenuto la concessione dei locali del Plesso Salvemini per esercitare la sua attività di Pedagogia Circense nel progetto del Circo Sociale “Kèk Circusz” che comprende attività artistiche, teatrali, musicali e aggregative con i bambini e i giovani del quartiere di Barra a Napoli. Il Plesso è gestito dall’Istituto Scolastico “Giulio Rodinò” che per motivi di accorpamento fra le varie Scuole ha deciso la dismissione del Plesso Salevemini: questo comporterebbe la fine del progetto di Circo Sociale promosso e voluto in prima persona da Giovanni Savino presidente de Il Tappeto di Iqbal. La cooperativa ha ancora in concessione l’utilizzo dei locali nei quali svolge attività che coinvolgono oltre 40 ragazzi del quartiere di Barra e limitrofi, malgrado l’assenza di corrente elettrica. Quanto sta per accadere, ovvero l’interruzione delle attività, non tiene conto di quanto sia importante avere un punto di riferimento positivo per il quartiere di Barra, specie in quella zona che è sotto il dominio delle organizzazioni criminali. Tutto ciò è gravissimo ed è una sconfitta per quella società sana che a Barra, ma soprattutto nella città di Napoli, vuole contribuire a dare opportunità e alternative civili e sociali per i giovani abbandonati e sfruttati di questi quartieri. L’operato della cooperativa è stato riconosciuto ed è sostenuto tra gli altri anche da Save the Children, dal Garante per i diritti dell’Infanzia e dalla Libera Associazione Nome e Numeri contro le Mafie. Leggi qui il documento con il quale la cooperativa ha richiesto al Comune di Napoli l’affido diretto dei locali del plesso Salvemini. Aiutiamo la cooperativa sociale onlus “Il Tappeto di Iqbal”: visitate il sito www.iltappetodiiqbal.it e firmate la petizione!

Infanzia: si è concluso in Campania il ‘World Forum for Child Welfare’

Infanzia: si è concluso in Campania il ‘World Forum for Child Welfare’

Si è svolto a Napoli il World Forum for Child Welfare 2012, il forum internazionale sul benessere del bambino che ha fatto ritorno in Italia dopo 21 anni di assenza. Il Forum è stata l’occasione per far convergere in quel consesso anche tutte le risultanze delle celebrazioni in diversi parti del mondo in occasione della Giornata mondiale sui diritti dell’infanzia. A partire dal 26 novembre i massimi esperti e studiosi di fenomeni relativi all’infanzia e alla tutela dei minori si sono ritrovati alla Stazione marittima di Napoli per dibattere del benessere del bambino tra scenari globali, migrazione e cittadinanza attiva”. Lo ha dichiarato Ermanno Russo, assessore regionale all’Assistenza sociale della Campania. ”Si è trattato – ha aggiunto Russo – di un’opportunità unica per la nostra regione e per il nostro Paese. I delegati di 27 diverse nazioni del mondo (dall’Australia agli Stati Uniti, dal Sud Africa all’Indonesia) sono stati a Napoli per discutere di sviluppo sociale, partendo proprio dai temi dell’infanzia, della famiglia e dell’educazione”. ”Il World Forum for Child Welfare si è rivelato un luogo di lavoro allargato – ha concluso Russo – in cui esperienze diverse provenienti da tutto il mondo si sono fuse tra loro per dar vita ad una piattaforma programmatica da cui ripartire per rendere più incisive ed innovative le politiche di welfare in Italia. La Regione ha scelto di sostenere sin dal primo momento il lavoro degli organizzatori, Mentoring Usa/Italia onlus e la Fondazione L’Albero della Vita, per far sì che le conclusioni degli esperti abbiano una ricaduta anche sulle future politiche per l’infanzia e per i giovani della Campania”. Alla cerimonia di apertura  del Foum sono intervenuti: il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il presidente della Provincia di Napoli Antonio Pentangelo, il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, l’assessore regionale alle Attività sociali Ermanno Russo, il sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi-Doria e il vicepresidente del Parlamento europeo Gianni Pittella. Qui il programma dell’evento >>

Pubblicato un nuovo libro sul mondo del Circo Sociale

Pubblicato un nuovo libro sul mondo del Circo Sociale

É uscito “Fondamenti del Circo Sociale” di Fabio Dal Gallo. In questo libro si percorre l’origine del nome del Circo Sociale, l’influenza delle Ong, il ruolo dell’artista sociale e dell’istruttore sociale, per convergere l’analisi sulle teorie dell’Arte-Educazione, di Paolo Freire e di Augusto Boal, con il fine di dimostrare come questi fondamenti teorici sono le basi che orientano le attività proposte dal Circo Sociale. Il libro edito da Edizioni Simple è disponibile in formato cartaceo (150 pagine) ma anche in formato epub all’indirizzo: http://www.edizionisimple.it/catalogo/libri/fondamenti-del-circo-sociale-epub/

Contro la violenza dilagante in Messico sacerdote celebra la messa col naso da clown

Contro la violenza dilagante in Messico sacerdote celebra la messa col naso da clown

Un prete messicano, parroco di Ciudad Juarez una cittadina al confine con gli Stati Uniti considerata una delle più violente al mondo a causa di guerre tra bande di narcotrafficanti, ha celebrato la messa con un naso rosso da pagliaccio. “Davanti a tanta violenza, tanto dolore e tanta frustrazione – ha spiegato il sacerdote, il 43enne Alberto Melendezcercavo un segnale di vita per regalare un sorriso. La gente ha compreso il significato vero del mio gesto – ha continuato Melendez – che non vuole essere una burla o una mancanza di rispetto, ma è un messaggio di vita“. I parrocchiani hanno molto apprezzato il gesto del sacerdote tanto che alcuni di questi hanno cominciato a indossare un naso da clown durante le celebrazioni successive. Padre Melendez – sacerdote dal 1997 – celebra messe anche presso gli ospedali ed in carcere. Fonte: Ansa

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