Il tuo codice di avviamento postale non può essere determinante per il tuo destino’’ : così Save the children spiega il rapporto 2015 sullo Stato delle Madri nel mondo. STC Ieri a EXPO Milano, Save the children, nel sedicesimo rapporto sullo Stato delle Madri nel mondo presentava il “Mother’s Index”,. Il nuovo indice è un’altalena dolente dal quale non solo si evincono le drammatiche situazioni presenti nel sud e nord del mondo, ma anche, il nuovo tragico fenomeno dello “svantaggio urbano”. Ossia il grande divario fra i bambini più poveri delle città e i più ricchi in termini di sopravvivenza e accesso alla salute insieme alle loro madri. ”Il tuo codice di avviamento postale non può essere determinante per il tuo destino” è lo slogan scelto dall’organizzazione per spiegare il rapporto 2015.

La Somalia, è il peggiore luogo al mondo per madri e bambini, preceduta da Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centroafricana, Mali, Niger, Gambia, Costa d’Avorio, Chad, Guinea Bissau, Haiti e Sierra Leone. Nella classifica, 179 paesi, c’è in testa indiscussa la Norvegia. Seguono: Finlandia, Islanda, Danimarca, Svezia, Paesi Bassi, Spagna, Germania, Australia, Belgio.

L’Italia è al 12/mo in flessione di una posizione rispetto all’anno scorso.

In Somalia 1 bambino su 7 non arriva a compiere 5 anni e 1 donna su 18 muore per cause legate alla gravidanza o al parto, una ogni 20 in Niger. In Italia il rischio di mortalità materna è di 1 donna ogni 17.100. In Angola e Sierra Leone 1 bambino su 6 muore prima dei 5 anni. In Islanda 1 bambino su 476.

Come ha sottolineato Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia: “Nella lotta alla mortalità e malnutrizione infantile c’è un nuovo fronte aperto, che è quello delle aree urbane, dove si trasferiscono, dalle campagne, sempre più famiglie nella speranza di assicurare migliori condizioni di vita ai propri figli. Ben il 54% della popolazione mondiale vi vive attualmente e la percentuale è destinata a toccare il 66% entro il 2050. E solo negli slum, vivono oggi ben 860 milioni di adulti e minori” e continua: “Molte città non sono in grado di stare al passo con questa crescita tumultuosa, lasciando milioni di madri e bambini vulnerabili senza accesso a servizi sanitari di base, all’acqua potabile e al cibo di cui hanno bisogno per sopravvivere e rimanere in salute. Una condizione di ”svantaggio” che reclama interventi e azioni mirate”.

Il Direttore evidenzia inoltre che “Anche quest’anno i paesi nord europei guidano la classifica dell’indice delle Madri. 8 dei 10 paesi in fondo all’Indice sono quasi tutti minati da crisi umanitarie, instabilità, conflitti e debole capacità di governo e le condizioni di vita per madri e bambini sono difficilissime. Violenze e guerre portano purtroppo sempre con sé carenza di cibo e malnutrizione e possono causare il collasso anche di solidi sistemi sanitari, come drammaticamente stiamo vedendo in Siria. Oppure possono essere gravi emergenze sanitarie e catastrofi a compromettere le condizioni di bambini e madri, come nel caso del virus Ebola o del recente e devastante terremoto in Nepal”

Per quanto riguarda il nostro paese, l’Italia si posiziona al 12esimo posto dell’Indice delle Madri, scendendo di un posto rispetto all’anno scorso, per una lieve flessione nella partecipazione delle donne al governo nazionale (30,1% dei posti in parlamento nel 2015, contro il 30,6 del 2014) e degli anni dedicati allo studio e scolarizzazione (16 anni di formazione scolastica nel 2015 a fronte di 16,3 nel 2014).

Infine, Claudio Tesauro, Presidente Save the Children Italia avanza l’appello alle potenze mondiali: “Chiediamo ai leader del mondo un rinnovato impegno per fermare le morti prevenibili di madri e bambini nell’ambito dei “nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile” che saranno fissati dalle Nazioni Unite a settembre 2015, aumentando le risorse e prestando particolare attenzione ai più poveri nelle aree più marginali, anche urbane”.

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