I problemi dell’adolescenza e dell’infanzia in Italia restano fortemente segnati da un contesto di difficoltà economica e povertà, ma la scarsità di servizi sociali ed educativi che supportino i minorenni, fanno pagare loro un prezzo ancora più alto. Nonostante numerose evidenze scientifiche, dalle neuroscienze all’economia dello sviluppo, sottolineino l’importanza delle primissime epoche della vita per lo sviluppo cognitivo, emotivo, sociale e dell’equità dell’individuo, con effetti che durano per tutto il corso della vita, sembra che l’Italia “non sia un Paese per bambini”. È quanto risulta dal 7°Rapporto su “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia” redatto dal Gruppo CRC e presentato a Roma il 17 giugno alla presenza del Ministro per il lavoro e le politiche sociali Giuliano Poletti e dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Vincenzo Spadafora. “Il 2014 rappresenta il terzo anno consecutivo senza un Piano Nazionale Infanzia”, ha spiegato Arianna Saulini di Save the Children e coordinatrice del Gruppo CRC, il network composto da 87 associazioni italiane impegnate nella tutela e promozione dei diritti dell’infanzia nel nostro Paese. Oggi presentiamo la fotografia dello stato dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia e purtroppo le cose non sono migliorate rispetto agli anni scorsi. Abbiamo voluto porre l’accento in particolare sulla condizione dei bambini nella fascia di età tra gli 0 e i 3 anni, perché più di tutti pagheranno nel loro futuro la mancanza di politiche di sostegno all’infanzia, con il rischio di non poter sviluppare al meglio il proprio potenziale”. Scarica il rapporto completo