I dati di Pan Bangladesh per la Giornata internazionale del bambino di strada. Quasi la metà ha meno di dieci anni. A rischio di sfruttamento e abuso sessuale soprattutto le bambine. “Una piaga sociale che colpisce milioni di minori nel mondo”. ROMA – Sono 680 mila i bambini di strada in Bangladesh: quasi la metà ha un’età inferiore ai 10 anni. A sottolinearlo è Pan Bangladesh (organizzazione che opera nel Paese dal 1994) nel suo report “Beyond the street” reso noto in occasione della Giornata internazionale del bambino di strada, che si è celebrata il 12 aprile. Secondo l’indagine attualmente 5 mila bambini sono ospiti di 13 centri di ritrovo per bambini di strada, dove possono dormire, mangiare, lavarsi, imparare a leggere e a scrivere, ma vengono anche intrattenuti con attività ricreative e ludiche. 584 sono invece i bambini che frequentano la scuola primaria. Ma la “piaga sociale” dei bambini in strada non riguarda solo il Bangladesh: “sono milioni i bambini nei Paesi in via di sviluppo che si trovano in questa infelice situazione che non può passare inosservata – spiega l’organizzazione -. Ecco perché, dal 2011 viene celebrata questa data; in ben 132 Paesi si tengono attività coinvolgendo i bambini, le organizzazioni umanitarie, le istituzioni e la gente comune. Purtroppo sul bambino di strada regna un terribile dogma: viene considerato non desiderato – aggiungono -e molte volte anche dal genitore/i stesso/i. Nessuno vuole preoccuparsi di lui, a nessuno interessa se mangia, dorme o altro: il bambino di strada è un bambino di serie B, potremmo tristemente dire”. Tra le cause del fenomeno: l’estrema povertà delle zone rurali, la mancanza di un lavoro, i disastri naturali, che spingono le famiglie a lasciare i loro villaggi e a dirigersi nelle grandi città. “In pratica si assiste nei Paesi in via di sviluppo a quella migrazione iniziata in Europa durante la rivoluzione industriale. E sebbene siano passati molti secoli, la storia si ripete con le sue conseguenze: le famiglie si trovano in un contesto completamente diverso, con nuove sfide da affrontare – aggiungono – nell’asprezza della realtà cittadina il benessere dei bambini è spesso sacrificato, diventano ancora più vulnerabili e a rischio di abbandono e abusi e i bambini, che non hanno un tetto sulle spalle e vivono, lavorano e dormono per strada, sono ancora più a rischio”. In pericolo sono in particolare le bambine di strada, a rischio di sfruttamento, diventano vittime di abusi sessuali ed emotivi o di traffico umano per il commercio sessuale. “C’è una fittissima rete criminale che imprigiona i bambini nelle maglie dello sfruttamento sessuale, del contrabbando, dei furti, usandoli anche come corrieri per la droga e per le armi – spiega Pan Bangladesh – A causa delle condizioni in cui vivono, i bambini di strada soffrono molto spesso di traumi e disordini psicologici, diventano diffidenti nei confronti della società e delle sue strutture (spesso vengono picchiati dalle forze dell’ordine), tutto ciò rende ancora più difficile il loro reinserimento sociale”. Fonte: redattoresociale.it