L’organizzazione fa il punto sui pericoli del web Finti amici virtuali che si inventano identita’ per ricevere favori sessuali da minorenni, condivisione di materiale pornografico che ritrae bambini, reti criminali che sfruttano il web per proporre prostitute a volte adolescenti. C’e’ una evidente e forte “erotizzazione” di bambini e adolescenti attraverso i media a fare da sfondo ad alcuni dei reati che coinvolgono i minori. Una situazione di fronte alla quale – viene rimarcato da Ecpat – e’ importante approvare la legge sull’adescamento, ferma da mesi in Parlamento. L’argomento viene affrontato nel corso di un convegno organizzato in Campidoglio da Ecpat in collaborazione con Roma Capitale – Biblioteche di Roma, Fastweb e Associazione Familiaristi italiani. In primo piano, i pericoli per i minori che rischiano di subire violenze psicologiche e fisiche attraverso i nuovi media. Primo su tutti la pornografia minorile, foto e video in cui bambini e adolescenti sono vittime di abuso. Quello di immagini erotiche di adolescenti resta il mercato piu’ diffuso, al contrario di quello che si nasconde dietro club di pedofili, piu’ difficile da scovare, che ha al centro dei propri interessi i bambini, anche di pochi anni. Spesso questo materiale piu’ duro e’ auto-prodotto, in famiglia o negli ambiti ad essa piu’ vicini. Ma l’emergenza odierna e’ quella legata ai social network: il primo contatto con la rete internet avviene in media tra i 7 e gli 11 anni, quando l’ingenuita’ e la mancanza di senso critico possono trasformarsi in un pericolo concreto. Nel contempo il profilo del pedofilo in rete sembra sempre piu’ essere quello di una persona piu’ capace di compiere “indagini” ben accurate tese a capire chi avvicinare. Il meccanismo che usa e’ sempre lo stesso: diventa amico, richiede delle prove di amicizia (foto o video erotici), ricatta e chiede un incontro reale. In tema di erotizzazione degli adolescenti, Ecpat lancia una provocazione anche in merito al fenomeno delle Candy Girl, ragazzine che si spogliano davanti ad una web cam o che vendono le proprie immagini in pose erotiche. Ecpat mette in evidenza come questa tendenza viene favorita dal “modello presentato ogni giorno dai nostri media e non solo, fortemente ambito dai ragazzi, con modelle, veline, letterine, “tronisti” e “non tronisti” che fanno del proprio corpo uno strumento per arrivare al successo”. “Spesso dietro la ricarica telefonica – spiega Ecpat – non vi e’ una necessita’ economica ma un alibi morale dell’adolescente: devono giustificare la loro voglia di trasgressione”. Per combattere lo sfruttamento sessuale dei minori, esiste in Parlamento un disegno di legge che prevede quanto previsto dalla Convenzione di Lanzarote sulle misure di contrasto allo sfruttamento e all’abuso sessuale dei minori. A tutt’oggi comportamenti come l’adescamento al fine di abuso o sfruttamento sessuale non sono riconosciuti come reato. L’auspicio e’ che le due Camere facciano al piu’ presto quanto possibile per procedere all’approvazione del disegno di legge. Per la legge italiana l’adescamento di minori on line non è un reato, ma sono reati solamente quei comportamenti conseguenti (ad iniziare dalle minacce o dai veri e propri abusi) ai quali mirano gli adulti che avvicinano sui social network, sulle chat o comunque sul web bambini e adolescenti. Tutto ciò rende particolarmente difficile il monitoraggio effettivo della situazione: “Il fenomeno è difficile da stimare perché molti casi rimangono nell’ombra e non vengono denunciati”. A dirlo è Luigi Mancuso, Comandante IV Sezione del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma, che porta al convegno organizzato da Ecpat su “nuove tecnologie e reati sessuali sui minori” una descrizione qualitativa dei fenomeni emergenti in materia di adescamento sul web. Mancuso ricorda l’evoluzione del web e la rivoluzione che, con il progresso tecnologico, ha portato l’utente di internet dall’essere solo ed esclusivamente fruitore all’essere anche creatore di contenuti, una tendenza che con i social network, particolarmente diffusi fra gli adolescenti, è particolarmente visibile, al punto che il sito di riferimento diventa solo una piattaforma che ospita contenuti esclusivamente immessi dagli utenti. In questo contesto, rappresentano elevati fattori di rischio la bassa percezione del rischio e l’assenza di persone adulte. L’adescamento on line – afferma Mancuso – si sviluppa sempre secondo tappe predefinite. “La prima fase di questo iter è quella dell’inganno, in cui l’adulto non si presenta come tale ma come un coetaneo: si tratta di persone che passano gran parte del proprio tempo su internet, che studiano i profili degli adolescenti, i loro gusti musicali, le mode dell’abbigliamento e che creano un proprio profilo come quello di un qualsiasi altro adolescente. In secondo luogo c’è la fase della complicità, nella quale l’adulto si dichiara come tale ma ha ormai già carpito l’assoluta fiducia del minore, ponendosi come suo amico. In genere a questa fase si accompagnano anche delle promesse di denaro, ad esempio sotto forma di ricariche telefoniche. Quando l’adulto ha acquisito materiale compromettente del minore, ad esempio convincendo una ragazza a spogliarsi via chat su internet o a inviare foto intime, si passa alla fase delle minacce, fino a che non si tenta l’approccio personale, pressando l’adolescente all’incontro dal vivo. Il fine ultimo è infatti l’abuso”. Le tecniche di adescamento si basano dunque anzitutto su una tecnica di identificazione, in cui l’adulto si finge un coetaneo, invita il minore a fidarsi e a chiedere ad altri minori garanzie sul suo conto (inviando a profili fasulli creati da lui stesso per ingannare), si pone come amico che ha carpito la fiducia dell’adolescente. Mancuso ribadisce i criteri da seguire per una navigazione sicura: mai fornire dati personali su internet o a persone conosciute su internet, evitare di incontrare persone conosciute in rete senza avvertire i genitori, e comunque farsi accompagnare da amici e sempre in luoghi conosciuti. Ancora, diffidare dei contatti tematici quando c’è una spropositata differenza di età fra le persone e sempre, in caso di minaccia, avvertire le forze dell’ordine: gli accertamenti devono essere infatti svolti in tempi brevi e altre persone potrebbero essere in immediato pericolo. Fonte: Destra blog